Palantir Technologies nasce nel 2003 con i capitali di In-Q-Tel, la divisione di venture capital della CIA, e nel 2026 gestisce di fatto il sistema di puntamento condiviso tra Kiev e il comando NATO, nel pieno della guerra in Ucraina. Ventitré anni separano il primo assegno dell’intelligence americana dall’operatività piena, dichiarata a giugno di quest’anno, della rete che smista i bersagli sul fronte ucraino fino alle sale operative dell’alleanza atlantica. Nel mezzo c’è una sequenza di contratti, uffici aperti e cifre di bilancio che si può ricostruire passo per passo, senza bisogno di alcuna congettura.
Il laboratorio di KievPalantir apre un ufficio nella capitale ucraina nell’estate del 2022, poche settimane dopo l’inizio dell’invasione russa, e firma nell’anno successivo memorandum di cooperazione con i ministeri della Difesa, della Trasformazione Digitale, dell’Economia e dell’Istruzione. Alex Karp, l’amministratore delegato, comincia a frequentare Kiev con regolarità proprio in questo periodo. Il territorio ucraino diventa così il campo prove reale per un software di comando e controllo che, fino ad allora, era stato collaudato solo in esercitazione. Karp lo dirà esplicitamente a inizio 2026: Palantir è responsabile della maggior parte dei sistemi di puntamento in Ucraina, secondo quanto riportato da diverse testate internazionali che ne hanno seguito le dichiarazioni pubbliche.
I numeri di un trimestre di guerraIl primo trimestre del 2026 fotografa quanto questa scommessa abbia reso. Palantir chiude il periodo con un profitto netto globale di 871 milioni di dollari, circa quattro volte il dato dell’anno precedente. I ricavi totali dagli Stati Uniti crescono dell’85% su base annua, trainati da una componente governativa in aumento dell’84% e da una commerciale che sale addirittura del 133%. Il mercato ricompensa questa traiettoria con una valutazione che a luglio 2026 oscilla stabilmente oltre i 300 miliardi di dollari, la cifra più alta mai raggiunta da un’azienda della difesa quotata in borsa. Nessun concorrente storico del settore — Lockheed Martin, Northrop Grumman, RTX — si avvicina a un simile multiplo tra capitalizzazione e fatturato.
La sequenza istituzionalePalantir cede alla NATO il Maven Smart System il 25 marzo 2025, attraverso NCIA e SHAPE, chiudendo la trattativa in appena sei mesi dalla definizione dei requisiti — il procurement più rapido nella storia dell’alleanza. Quattro mesi dopo, il 31 luglio 2025, l’esercito statunitense assegna all’azienda un contratto decennale fino a 10 miliardi di dollari, che consolida 75 procedure d’acquisto separate in un unico strumento contrattuale e la rende fornitore di riferimento per l’infrastruttura digitale dell’intero apparato militare americano. Il 26 settembre 2025 Palantir apre nel Regno Unito la propria sede europea per la difesa, con un investimento dichiarato fino a 750 milioni di sterline. Segue oltre un anno di test sul campo, dall’addestramento del Joint Warfare Centre nell’agosto 2025 fino all’esercitazione Steadfast Deterrence 2026: il 22 giugno 2026 il sistema raggiunge la piena capacità operativa e ottiene l’accreditamento per operare sulla rete classificata dell’alleanza. In poco più di un anno, un’unica azienda privata diventa il fornitore comune di comando e controllo per tre catene decisionali — esercito ucraino, Pentagono, comando NATO — che rispondono a Parlamenti diversi e a nessun organismo di supervisione condiviso.
In appena sei mesi la NATO ha chiuso l’acquisizione più rapida della sua storia; in quindici il Maven Smart System di Palantir è diventato pienamente operativo sulla rete classificata dell’alleanza.
Dietro ogni contratto istituzionale c’è sempre un funzionario che lo ha reso possibile: in Ucraina, il nome è Mykhailo Fedorov. Fedorov guida per sette mesi, da gennaio a metà luglio 2026, il ministero della Difesa ucraino, dopo aver promosso a lungo il software di comando di Palantir a scapito delle alternative sviluppate internamente. Zelensky lo rimuove il 16 luglio, ufficialmente per un conflitto di lunga data con il comandante in capo delle forze armate, Oleksandr Syrsky — rimosso a sua volta pochi giorni dopo. Nella conferenza stampa successiva al licenziamento, Fedorov racconta di aver ricevuto una telefonata di Karp con una proposta di collaborazione futura, rimandata a data da destinarsi: «parliamone più avanti», la sua risposta secondo la sua stessa ricostruzione pubblica. Nessuna assunzione formale è ancora avvenuta. Il meccanismo resta comunque riconoscibile: chi promuove un fornitore mentre siede al ministero trova questo stesso fornitore ad aspettarlo appena lascia la poltrona.
Dove il sistema scricchiolaNon tutti, dentro l’establishment militare ucraino, condividono l’entusiasmo per la guerra algoritmica. L’ex comandante in capo Valery Zaluzhny definisce gli attacchi in profondità sul territorio russo «costosi, tecnologicamente impegnativi e, in definitiva, reciproci», ricordando che Mosca conserva la capacità di rispondere con forza uguale o superiore. Lo stesso Syrsky, dopo aver riconosciuto pubblicamente il proprio ruolo nella vicenda Fedorov, avverte che «i droni da soli non vincono le guerre» e che servono ancora artiglieria, difesa aerea e guerra elettronica per rendere efficace ogni sistema autonomo. Anche i fornitori minori del comparto mostrano crepe: una presentazione interna del ministero della Difesa tedesco, ripresa da Bloomberg, attribuisce ai droni HX-2 di Helsing un tasso di lancio riuscito del 25% nei test in prima linea, dato che l’azienda tedesca respinge pubblicamente come non rappresentativo. Anduril, valutata 61 miliardi di dollari e titolare di contratti con la difesa statunitense per oltre 20 miliardi, ha visto le forze ucraine abbandonare l’uso della propria munizione a volo controllato Altius già nel 2024, dopo ripetuti schianti e mancati bersagli documentati dai servizi di sicurezza ucraini.
Un debito che si è capitalizzatoVentitré anni dopo il primo finanziamento di In-Q-Tel, l’azienda nata nell’ombra della comunità dell’intelligence americana possiede oggi l’infrastruttura di puntamento condivisa da Pentagono, NATO ed esercito ucraino, e lo Stato che ne ha finanziato la nascita resta l’attore che più di ogni altro ne beneficia in termini di ricavi, controllo tecnologico e influenza sulla catena di comando alleata. È lo stesso schema strutturale già descritto in la dottrina anglosassone di contenimento dell’Eurasia: ieri gasdotti e sanzioni energetiche, oggi software di targeting — lo strumento cambia, la logica di fondo resta identica. Il manifesto pubblicato da Karp a nome dell’azienda, il manifesto del potere duro pubblicato da Palantir, teorizzava esplicitamente questa fusione tra Silicon Valley e apparato statale; la sequenza NATO-Ucraina ne è l’applicazione pratica, misurabile in miliardi di dollari e in mesi di procurement. Il confronto con i numeri reali del riarmo europeo mostra peraltro quanto questa integrazione software abbia viaggiato più veloce di qualunque capacità industriale continentale.
Fonti
Palantir Technologies, comunicato risultati finanziari Q1 2026 (SEC EDGAR) — sec.gov
NCIA, “NATO acquires AI-enabled warfighting system”, 25 marzo 2025 — ncia.nato.int
SHAPE, “NATO Maven Smart System achieves full technical operational capability”, 22 giugno 2026 — shape.nato.int
U.S. Army, “U.S. Army awards enterprise service agreement to enhance military readiness and drive operational efficiency”, 31 luglio 2025 — army.mil
Defence Online, “Palantir and the UK Armed Forces collaborate”, 26 settembre 2025 — defenceonline.co.uk
The Defense Post, “Ukraine pause Helsing HX-2”, 20 gennaio 2026 — thedefensepost.com
AeroTime, “Helsing denies Ukraine HX-2 drone order suspension” — aerotime.aero
Kyiv Post, dichiarazioni di Syrsky dopo il licenziamento di Fedorov, luglio 2026 — kyivpost.com
Kyiv Independent, dichiarazioni di Zaluzhny sugli attacchi in profondità, luglio 2026 — kyivindependent.com
The New Voice of Ukraine, “Fedorov says Palantir CEO Alex Karp proposed joint project”, 16 luglio 2026 — english.nv.ua
Forbes, “Anduril’s $61 Billion Valuation Is A Bet On Pentagon Speed”, 19 maggio 2026 — forbes.com
TechBuzz, “Anduril’s autonomous weapons fail in tests, Ukraine combat” — techbuzz.ai