Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, è consulente di Guido Crosetto dalla fine di agosto. Il 1° settembre ha annunciato la nascita di un'impresa di tecnologie belliche; il primo grande investitore è Alex Karp, amministratore delegato di Palantir. Il ministero di cui Fedorov è consulente prepara intanto una richiesta di quasi nove miliardi di euro per acquisti in droni, sistemi autonomi e difesa aerea: le stesse tecnologie su cui l'impresa appena fondata intende lavorare.

L'ultimo progetto presentato da Fedorov si chiama Esercito dei Robot: un ecosistema privato che riunisce investimento, produzione e ricerca, pensato per portare sul campo di battaglia macchine al posto dei soldati. All'IT Arena di Leopoli, il 26 settembre, Fedorov ha indicato due traguardi: entro sei mesi un robot umanoide dovrà uccidere il primo soldato nemico; entro un anno un assalto a una posizione dovrà riuscire senza fanteria. All'annuncio ha accompagnato un video generato con l'intelligenza artificiale.

La vicenda ha una struttura semplice da descrivere: la stessa persona consiglia un governo sull'adozione di tecnologie militari e guida un'impresa che sviluppa quelle stesse tecnologie. Attorno a questo nodo si dispongono i fatti.

Il 28 agosto Crosetto ha annunciato l'incarico su X. Fedorov assisterà l'Italia «nell'adozione di tecnologie di guerra moderne e nel potenziamento della Difesa», con un mandato che riguarda droni, sistemi senza pilota, difesa aerea e costruzione dell'ecosistema tecnologico. Il ruolo non è organico alla struttura e non è retribuito: l'ufficio stampa di Fedorov ha precisato che la consulenza è a titolo gratuito e dall'esterno, e che Fedorov continua a vivere e lavorare a Kiev. La gratuità riguarda il compenso, non l'interesse: nessuno stipendio italiano serve perché il consigliere abbia interesse a orientare la domanda pubblica verso le tecnologie della sua impresa.

Quattro giorni dopo la tappa romana, il 1° settembre, Fedorov ha annunciato la nascita di una società di tecnologie per la difesa. Il comunicato non ne ha rivelato il nome, che sarà annunciato più avanti, né la sede, i soci o l'ammontare dell'investimento iniziale; indicava però il primo grande finanziatore: Alex Karp. I due si erano incontrati il 31 agosto nell'ufficio di Palantir a Washington. Nelle stesse ore Fedorov ha presentato un fondo di investimento per le tecnologie della difesa e un centro studi, tre progetti distinti per i quali non sono stati resi pubblici i legami societari. Il fondo avrà una funzione operativa: secondo Fedorov, creerà nuove aziende e ne finanzierà di esistenti in tre settori, robotica da campo di battaglia, droni intercettori e missili a basso costo guidati dall'intelligenza artificiale.

Palantir ha chiuso l'ultimo trimestre con ricavi in crescita del 93% su base annua e una valutazione di Borsa oltre i 440 miliardi di dollari; circa metà dei ricavi arriva da contratti con il governo degli Stati Uniti. Il primo grande finanziatore della nuova impresa è l'uomo che guida quella crescita.

Fedorov è entrato nel governo ucraino nel 2019 come ministro della Trasformazione digitale. La sua materia è diventata centrale dopo l'invasione russa: droni da ricognizione e attacco, piattaforme di comunicazione, intelligenza artificiale applicata al puntamento. Nominato ministro della Difesa nel gennaio 2026, ha portato al ministero i fornitori con cui lavorava da anni. Il 21 gennaio, una settimana dopo la nomina, il dicastero ha annunciato con Palantir, il ministero della Trasformazione digitale e l'istituto di ricerca dell'intelligence militare il lancio di Brave1 Dataroom, un ambiente per addestrare modelli di intelligenza artificiale su dati di combattimento reali. Fedorov indicò la priorità del progetto: la rilevazione e l'intercettazione autonoma delle minacce aeree. Il programma Brave1, dal 2024, ha assegnato più di quaranta sovvenzioni a un centinaio di aziende attive sui droni intercettori.

Zelensky lo ha rimosso il 16 luglio, ufficialmente per un conflitto di lunga data con il comandante in capo delle forze armate, Oleksandr Syrsky. La decisione ha innescato le proteste più partecipate del paese da quando è iniziata l'invasione su larga scala. A metà agosto Fedorov ha chiesto il ritorno alle elezioni nonostante la legge marziale in vigore: un video gli ha fatto perdere migliaia di sostenitori. Poche settimane dopo era a Roma.

Per il ministero italiano la sua esperienza è un argomento: l'Ucraina è l'unico paese europeo che ha sperimentato su un campo di battaglia reale l'impiego su larga scala di droni e sistemi autonomi. Lo stesso curriculum, letto dall'altro lato, spiega il nodo: le tecnologie che Fedorov consiglia di adottare sono le stesse che la sua impresa intende vendere.

Il 26 agosto, due giorni prima dell'annuncio della nomina, l'Italia ha inviato alla Commissione europea la richiesta di attivare un prestito di circa 8,9 miliardi di euro nell'ambito di SAFE, lo strumento europeo che finanzia gli acquisti congiunti di difesa tra Stati membri o con l'Ucraina. La cifra è inferiore ai 14,9 miliardi che l'Italia aveva prenotato, e copre le categorie discusse con Fedorov: droni, sistemi autonomi, difesa aerea, digitalizzazione. SAFE introduce un vincolo: finanzia solo acquisizioni congiunte tra più paesi; i programmi puramente nazionali restano fuori. La cooperazione con l'Ucraina rientra tra i casi ammessi.

Nella Difesa italiana esiste già un rapporto diretto con Palantir. Un contratto secretato affida alla società il software di analisi Gotham, come ricostruito in un articolo di luglio. Fedorov, consigliere e imprenditore, siede ora accanto alla decisione su come spendere quella cifra, e il finanziatore della sua impresa è l'amministratore di un fornitore già presente nel ministero.

All'IT Arena, la conferenza tecnologica di Leopoli, Fedorov ha presentato l'iniziativa come un ecosistema: un polo che finanzia startup, sviluppa centri di ricerca e testa le soluzioni al fronte. L'obiettivo dichiarato è sostituire i fanti con le macchine. Il video che accompagna l'annuncio mostra robot umanoidi, droni sferici e quadrupedi simili ad animali, alcuni in combattimento ravvicinato nelle trincee. Fedorov ha chiesto ingegneri e «visionari» per portare avanti il progetto.

L'annuncio evita però di mostrare il divario tra il video e il campo di battaglia. I veicoli terrestri senza equipaggio, in Ucraina chiamati complessi robotici terrestri, sono già impiegati da entrambe le parti, soprattutto per la logistica e l'evacuazione dei feriti, dove la saturazione dei droni rende quasi suicida avvicinarsi al fronte con un mezzo. Nella grande maggioranza dei casi sono macchine telecomandate: le pilota a distanza un operatore, di norma attraverso una connessione Starlink.

Anche i modelli più avanzati hanno limiti fisici. Un robot terrestre porta una quantità finita di energia e munizioni, deve essere rifornito, ricaricato e riparato da esseri umani, e vicino alla linea del fronte subisce perdite elevate per mano dei droni. La fanteria resta necessaria: il terreno non si considera conquistato finché non ci mette piede un soldato. Gli stessi robot umanoidi, sferici e simili ad animali mostrati nel video non sono impiegati in combattimento in Ucraina.

Questa è la parte che il progetto rivela di sé: prima ancora che una forza operativa, l'Esercito dei Robot è una piattaforma per raccogliere capitali, organizzare fornitori e occupare il mercato delle tecnologie che l'Ucraina e i suoi alleati dovranno comprare.

Chi promuove un fornitore mentre siede al ministero lo ritrova ad aspettarlo appena lascia la poltrona: la sequenza è già documentata nella vicenda ucraina di Fedorov. Il caso italiano aggiunge un passaggio. Il consulente non promuove un fornitore dall'esterno: fonda l'impresa che fornirà le tecnologie, e lo fa mentre consiglia il governo che deve comprarle. Il finanziatore principale di quell'impresa è l'amministratore di una società che ha già un contratto con lo stesso ministero.

La struttura degli incentivi basta a spiegare il resto. Chi consiglia l'adozione di una tecnologia si trova nella posizione migliore per orientare le specifiche verso ciò che sa produrre; chi finanzia la società del consigliere ha interesse a che la consulenza si traduca in acquisti. La sovrapposizione è la posizione di rendita che il sistema produce quando non la regola. Il meccanismo ha anche radici italiane: prima di guidare il ministero, Crosetto ha presieduto per anni l'AIAD, la federazione di Confindustria che rappresenta l'industria italiana dell'aerospazio, della difesa e della sicurezza.

La sovrapposizione non è passata inosservata. Il 3 settembre l'associazione Federcontribuenti ha chiesto al ministro di rendere pubblici gli atti della nomina e le verifiche svolte prima della scelta, ponendo una domanda diretta: Crosetto era a conoscenza dell'iniziativa imprenditoriale del suo consulente? Il 16 settembre il deputato Emanuele Pozzolo, del gruppo Futuro Nazionale, ha depositato un'interrogazione parlamentare per chiedere al governo se la nomina serva davvero all'Italia. Il 4 settembre Francesca De Benedetti ha scritto su Domani che Fedorov non si è limitato ad attraversare la porta girevole tra pubblico e privato, ma l'ha scardinata.

Le domande restano in gran parte senza risposta. Il ruolo non è organico alla struttura ministeriale, hanno spiegato le fonti vicine al ministro: una precisazione sul piano formale, che lascia aperta la questione sostanziale. Resta da chiarire quale regime di incompatibilità si applichi a un consulente esterno che non entra nella struttura ministeriale, e chi abbia verificato i suoi interessi privati prima della nomina.

La difesa è una funzione sovrana: presuppone che la decisione tra guerra e pace resti all'autorità politica. Se le funzioni che la sostengono — ricerca, sviluppo, approvvigionamento, puntamento — passano a privati, quella decisione si sposta fuori dal perimetro democratico.

La conseguenza segue dalla struttura degli incentivi, e non richiede alcuna regia occulta. Il capitale privato della difesa si riproduce attraverso la minaccia e il conflitto: senza la percezione di una minaccia i programmi si fermano e le valutazioni delle aziende del settore si sgonfiano. Chi vive di questo mercato ha interesse a che la minaccia esista, duri e giustifichi nuovi acquisti. Il paese che affida la propria difesa a questi attori diventa ostaggio di un vincolo autocostruito.

Questo assetto produce una mentalità dell'annientamento, che tratta la distruzione come condizione di sopravvivenza di un blocco di interessi estraneo a qualunque elettorato e in grado di imporsi trasversalmente nei contesti decisionali delle nazioni, esattamente come sta avvenendo. Da questo punto di vista, scelte che per il paese sono autolesioniste — più spesa, più rischio, più guerra — sono razionali per il blocco che le promuove.

L'obiezione ovvia è che una difesa privata può anche preferire la stabilità, e che la deterrenza può prevenire la guerra invece di provocarla. Nella vicenda in esame operano forze diverse: i ricavi del settore crescono con la percezione della minaccia, i contratti più ricchi nascono dal conflitto, e la catena dei benefici coincide con quella di chi consiglia il governo. Quando le due cose coincidono, la scelta tra guerra e pace smette di essere interamente sovrana. Il paese che consegna la propria difesa continua a votare e a discutere, ma la decisione che più conta è già passata di mano.

Fonti

Agenzia Giornalistica Italia, "L'ex ministro ucraino Fedorov consulente della Difesa italiana", AGI, 28 agosto 2026 — agi.it Ansa, "L'ex ministro ucraino Fedorov consulente per la Difesa, 'focus sui droni'", ANSA, 28 agosto 2026 — ansa.it Luigi Romano, "Crosetto nomina Fedorov consulente della Difesa italiana. Ecco cosa farà", Formiche, 28 agosto 2026 — formiche.net "L'ex ministro Fedorov lancia la sua azienda tech con il ceo di Palantir", Formiche, settembre 2026 — formiche.net "Fedorov consulente di Crosetto: 'Aiuterò l'Italia a prepararsi alla guerra hi-tech'", La Stampa, 28 agosto 2026 — lastampa.it Michela A.G. Iaccarino, "Fedorov vuole l'esercito dei robot. E ce lo sponsorizza anche in Italia", Il Fatto Quotidiano, 28 settembre 2026 — ilfattoquotidiano.it "Fedorov e Palantir fondano società di tecnologie militari", Il Fatto Quotidiano, 2 settembre 2026 — ilfattoquotidiano.it Katie Livingstone, "Ousted Ukrainian defense chief lands Palantir CEO as first investor in new venture", Defense News, 1 settembre 2026 — defensenews.com Volodymyr Ivanyshyn, "Ukraine's former Defense Minister Fedorov to open defense tech firm with backing from Palantir CEO", The Kyiv Independent, 1 settembre 2026 — kyivindependent.com Francis Farrell, "Ex-defense minister Fedorov announces new 'Army of Robots' initiative in latest move since leaving office", The Kyiv Independent, 26 settembre 2026 — kyivindependent.com "Fedorov offers drone technology to US in exchange for Patriots, seeks funding for defense tech fund", The Kyiv Independent, agosto 2026 — kyivindependent.com "Fedorov: ora basta. Crosetto deve rispondere", Federcontribuenti, 3 settembre 2026 — federcontribuenti.it Commissione europea, "SAFE — Security Action for Europe", Commissione europea, 2026 — ec.europa.eu Francesca De Benedetti, "La consulenza di Crosetto a Fedorov, che è in affari con Palantir: Big Tech polverizza lo Stato", Domani, 4 settembre 2026 — editorialedomani.it "Fedorov consigliere di Crosetto: considerazioni ad ampio spettro", Analisi Difesa, 31 agosto 2026 — analisidifesa.it "Ucraina: Pozzolo (FNV) su nomina ex ministro Fedorov", Agenzia Giornalistica Opinione, 16 settembre 2026 — agenziagiornalisticaopinione.it