Il governo spagnolo di Pedro Sánchez ha istruito le aziende pubbliche e quelle controllate dallo Stato a evitare qualsiasi nuovo contratto con Palantir Technologies, la società statunitense di analisi dati fondata nel 2003 con il capitale iniziale del fondo di venture capital della CIA, In-Q-Tel. La direttiva, riportata da El Confidencial, riguarda in particolare le imprese controllate dalla SEPI — Telefónica, Indra, Navantia — impegnate rispettivamente in comunicazioni critiche, difesa e infrastrutture pubbliche. Il timore dichiarato dal governo riguarda l'esposizione di informazioni sensibili per la sicurezza nazionale. Madrid segue così la strada già imboccata da Parigi e Berlino, che negli ultimi mesi hanno sostituito o respinto Palantir con strumenti diversi. Il Regno Unito procede nella direzione contraria, aumentando ogni anno il numero di contratti pubblici affidati all'azienda. L'Italia si muove nella stessa direzione del Regno Unito, ma con un grado di segretezza superiore e per questo più che sospetta.
Madrid frena, ma non rompeLa stretta spagnola resta parziale e reversibile. Lo stato maggiore della difesa spagnolo ha assegnato a Palantir, nel 2022, un contratto da sedici milioni di euro senza gara pubblica per la gestione delle banche dati del sistema di intelligence delle forze armate, e quel contratto — in scadenza a novembre — sarebbe oggetto di trattative per un rinnovo e persino un ampliamento, secondo alcuni analisti. Alcuni esponenti della maggioranza di governo hanno chiesto chiarimenti; l’esecutivo ha difeso gli accordi esistenti come pienamente conformi alla normativa vigente, con clausole a garanzia della sicurezza e della difesa nazionale. La stretta riguarda dunque i nuovi contratti, non quelli già in essere: una distinzione che lascia intatta la parte più sensibile della relazione.
Parigi sceglie ChapsVisionLa Francia ha già fatto il passo che la Spagna sta solo abbozzando. Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato che la DGSI, il servizio di intelligence interno francese, ha rescisso il contratto con Palantir per sostituirlo con la piattaforma ArgonOS della società francese ChapsVision, guidata da Olivier Dellenbach e finanziata da fondi nazionali come Bpifrance e Tikehau Capital. Lecornu ha condensato la scelta in una formula netta: «la sovranità digitale non è negoziabile». Il divorzio, tuttavia, procede a rilento: il contratto di lungo termine con Palantir, rinnovato alla fine del 2025, resta valido finché i sistemi di ChapsVision non saranno integrati del tutto, un processo che richiederà anni prima di potersi definire completo.
Berlino chiude due porteLa Germania ha respinto Palantir su due fronti distinti nello stesso semestre. A maggio 2026 il Bundesamt für Verfassungsschutz, il controspionaggio interno tedesco, ha scelto la piattaforma ArgonOS di ChapsVision per l’analisi dei dati di intelligence, scartando la soluzione americana. Ad aprile, separatamente, il viceammiraglio Thomas Daum, a capo del Cyber- und Informationsraum della Bundeswehr, ha escluso Palantir dal cloud militare tedesco, con tre alternative europee in valutazione — Almato, Orcrist e la stessa ChapsVision — e un giudizio tagliente sull’ipotesi di concedere a personale industriale americano l’accesso alle basi dati nazionali: «non lo vedo accadere, al momento». Alex Karp ha risposto a modo suo, in un’intervista al tabloid Bild, definendo il dibattito tedesco sull’intelligenza artificiale «come se stessero parlando di stregoneria».
Il pattern PalantirLa biografia dell’azienda spiega la diffidenza che la circonda. Le piattaforme Palantir sono state utilizzate da ICE e DHS nel tracciamento dell’immigrazione e nel lavoro relativo alle deportazioni, con critiche documentate da Amnesty International, ACLU e Electronic Frontier Foundation. L’azienda ha stretto una partnership strategica con il ministero della Difesa israeliano durante il genocidio di Gaza e occupa un ruolo centrale nei programmi di intelligenza artificiale del Pentagono come il sistema Maven. Quando gli è stato chiesto conto delle accuse di aver contribuito alla morte di civili palestinesi, il CEO Alex Karp ha risposto: «per lo più terroristi, questo è vero». La relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha giudicato che la dichiarazione mostrerebbe «conoscenza e intento a livello esecutivo» rispetto all’uso illegale della forza da parte di Israele.
Il caso britannico lo dimostra con la crudezza dei numeri: il contratto Covid da una sterlina firmato con l'NHS nel 2020 è diventato, entro il 2023, un accordo da 330 milioni di sterline per la piattaforma dati federata del servizio sanitario. Una volta dentro un apparato statale, Palantir vende dipendenza operativa continuativa, e il software è solo il veicolo. L'azienda sostiene di fornire strumenti neutrali il cui utilizzo resta sotto il controllo dei clienti; i contratti che si moltiplicano di anno in anno raccontano un'altra storia.
Una volta dentro un apparato statale, Palantir vende dipendenza operativa continuativa. Il software è solo il veicolo.
Il Regno Unito mostra cosa succede quando la finestra per uscire si è già chiusa. Dal 2020 Palantir ha accumulato oltre 670 milioni di sterline in contratti pubblici e di difesa, distribuiti su almeno 34 accordi in dieci dipartimenti governativi: 330 milioni con l’NHS per la piattaforma dati federata, 240 milioni con il Ministero della Difesa assegnati senza gara nel dicembre 2025, 15 milioni legati all’agenzia responsabile della deterrenza nucleare britannica. Nello stesso dicembre, Palantir e il Ministero della Difesa hanno annunciato una partnership strategica da 1,5 miliardi di sterline per rafforzare l’intelligenza artificiale militare e sviluppare una “kill chain” capace di trasformare la letalità sul campo di battaglia. Peter Mandelson ha accompagnato Keir Starmer in visita al quartier generale di Palantir a Washington nel febbraio 2025, e nessun verbale di quell’incontro è mai stato pubblicato. Un comitato parlamentare trasversale ha descritto la crescente dipendenza del settore pubblico britannico da Palantir come un «punto di debolezza inaccettabile». Il sindaco di Londra Sadiq Khan ha bloccato un contratto separato da 50 milioni di sterline con la polizia metropolitana, ma resta un’eccezione isolata in un quadro dove il resto dello Stato continua a firmare. Il Regno Unito recepisce le decisioni prese a Washington in materia di dati, e si limita a firmarle: la definizione di sovranità digitale, a Londra, coincide con quella di dipendenza gestita.
L’eccezione italianaL’Italia percorre la direzione opposta rispetto a Spagna, Francia e Germania, e lo fa con un grado di opacità superiore a quello di ciascuno dei tre paesi appena citati. Un’inchiesta del quotidiano Domani ha rivelato che il ministero della Difesa guidato da Guido Crosetto ha avviato nel 2024 una «procedura negoziata» secretata con Palantir per la fornitura del software Gotham, preceduta da due appalti Teledife tra il 2018 e il 2020 i cui esiti restano assenti dalla banca dati dell’Autorità nazionale anticorruzione, verosimilmente coperti da una qualche forma di classificazione. Come avevamo già documentato nella nostra analisi sul manifesto della repubblica tecnologica di Palantir, l’opacità è la condizione strutturale del rapporto tra Roma e l’azienda di Peter Thiel, non un suo effetto collaterale. I deputati Andrea Casu e Giuseppe Provenzano del Partito Democratico hanno presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo se ci siano stati incontri tra Thiel e membri del governo durante il soggiorno romano del fondatore di Palantir nella primavera del 2026, riassunta nella richiesta diretta: «Meloni riferisca gli accordi». La richiesta è rimasta senza risposta, tanto da parte della presidente del Consiglio quanto di qualunque ministro. Guido Crosetto, titolare del dicastero che gestisce il contratto Gotham, ha risposto ai giornalisti il 23 giugno, quando gli è stato chiesto se avrebbe partecipato al ricevimento per l'indipendenza americana a Villa Taverna: «Se ho tempo volentieri, gli hamburger sono sempre stati buonissimi». È stato poi tra gli oltre duemila invitati alla festa del 2 luglio, tre giorni prima di questa pubblicazione. Il dettaglio resta un'istantanea di prossimità, senza provare nulla di per sé, in un momento in cui il suo dicastero non ha ancora risposto alle domande del Parlamento sul contratto secretato.
Il contratto Gotham si inserisce in una serie più ampia di cessioni di infrastrutture critiche italiane a soggetti americani legati all’intelligence statunitense. Nel luglio 2024 Telecom Italia ha ceduto la propria rete fissa nazionale — attraverso FiberCop e poi Optics BidCo — al fondo statunitense KKR, per un valore stimato tra i 18,8 e i 22 miliardi di euro. Il KKR Global Institute, il think tank che affianca il fondo nelle analisi geopolitiche, è presieduto da David Petraeus, generale ed ex direttore della CIA nell’amministrazione Obama. I dati sensibili delle telecomunicazioni italiane e l’infrastruttura di intelligence militare convergono, nello stesso biennio, verso proprietari e fornitori riconducibili allo stesso apparato statunitense che Spagna, Francia e Germania stanno cercando, ciascuna a modo proprio, di tenere a distanza. La vicenda Gotham meriterebbe un approfondimento a sé, con richieste di accesso agli atti mirate a colmare i vuoti lasciati dalla secretazione.
Il potere di dire no è per pochiLa capacità di dire no a Palantir segue il peso industriale e militare di ciascuno Stato, non la cornice europea che dovrebbe unificarli. La Germania ha potuto respingere Palantir su due fronti perché dispone di un apparato industriale capace di produrre alternative credibili nel giro di mesi. La Francia ha potuto sostituirlo perché ChapsVision esiste, è finanziata da capitali nazionali ed è già operativa su altri fronti dell’intelligence interna. La Spagna, priva di un campione industriale proprio nel settore, ha potuto solo congelare i contratti futuri, lasciando intatti quelli già firmati. L'Unione Europea, come istituzione, resta a guardare: la sovranità digitale si esercita Stato per Stato, con le risorse industriali che ciascun governo riesce a mettere sul tavolo. Il Regno Unito si colloca fuori dalla lista dei paesi che hanno anche solo tentato di dire no: la sua dipendenza da Washington è politica prima che industriale, e Palantir ne è solo il sintomo più leggibile. L’Italia conferma lo schema al contrario, e lo conferma nel modo peggiore: dimostra quanto sia facile firmare, secretare, e lasciare cadere nel silenzio le domande del Parlamento, in assenza di una governance nazionale capace di negoziare, tanto meno di operare una sana opposizione.
Fonti
El Confidencial / InsideOver, “La Spagna blocca i nuovi contratti con Palantir”, luglio 2026 — insideover.com
CyberSecItalia, “Spagna, stretta del Governo sui nuovi contratti tra Palantir e le aziende strategiche”, luglio 2026 — cybersecitalia.it
Scenari Economici, “Sovranità digitale o salto nel buio? L’intelligence francese scarica Palantir per ChapsVision”, giugno 2026 — scenarieconomici.it
Modern Diplomacy, “Germany’s Cyber Chief: No Immediate Plans to Use Palantir”, aprile 2026 — moderndiplomacy.eu
Il Mitte, “La Germania sceglie un’alternativa europea a Palantir”, maggio 2026 — ilmitte.com
Startmag, “Ecco come la Germania snobba Palantir e punta sull’azienda francese di IA ChapsVision”, maggio 2026 — startmag.it
Middle East Eye, “Palantir: How a US spy-tech firm with links to Israel’s genocide infiltrated the British state”, luglio 2026 — middleeasteye.net
Medact, “Briefing: Concerns Regarding Palantir Technologies and NHS Data Systems”, marzo 2026 — medact.org
Editoriale Domani, “Mr Palantir arriva a Roma, gli affari segreti con la Difesa”, marzo 2026 — editorialedomani.it
Today.it, “Chi c’è dietro al tour di Peter Thiel a Roma”, marzo 2026 — today.it
L’Indipendente, “TIM cede la propria rete al fondo statunitense KKR”, luglio 2024 — lindipendente.online