Il 28 maggio 2026, la compagnia petrolifera statale venezuelana PDVSA ha inviato ai propri clienti del settore aviazione e trasporto marittimo una comunicazione formale: i pagamenti in valuta estera per forniture di carburante — JET A1, MGO e IFO 380 — non devono più essere accreditati sui conti venezuelani, bensì su un “Venezuela custody account” gestito dal Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti tramite il sistema interbancario Fedwire. La lettera, pubblicata dal quotidiano spagnolo El Diario, include le coordinate bancarie precise e richiede ai clienti di inviare copia della ricevuta di pagamento ai rappresentanti commerciali PDVSA per sbloccare la fornitura.

La firma in calce è venezuelana. Il conto appartiene a Washington.

La struttura che ha reso possibile questa lettera è stata costruita in cinque mesi. Il 9 gennaio 2026, a sei giorni dall’operazione militare statunitense che aveva portato alla cattura di Nicolás Maduro, Trump ha firmato l’Executive Order 14373, intitolato Safeguarding Venezuelan Oil Revenue for the Good of the American and Venezuelan People. L’ordine ha dichiarato un’emergenza nazionale, istituendo un regime legale specifico per proteggere le entrate petrolifere venezuelane detenute su conti designati del Tesoro USA da qualsiasi procedura giudiziaria di sequestro o pignoramento da parte di creditori commerciali. Ha inoltre stabilito che qualsiasi pagamento a PDVSA o al governo venezuelano relativo a petrolio, gas, royalty o tasse estrattive deve transitare su questi “Foreign Government Deposit Funds”.

Il meccanismo dell’OFAC — formalizzato nelle General License successive all’EO — ha esteso questa architettura ai contratti in essere: ogni accordo con PDVSA deve prevedere la giurisdizione americana e l’arbitrato sul suolo statunitense. I contratti con parti russe, iraniane, nordcoreane o cubane restano esclusi dall’autorizzazione. La clausola è tutt’altro che accessoria: come avevamo riportato nella nostra precedente analisi La Cina dopo il Venezuela: dedollarizzazione accelerata e preparazione al conflitto, dopo il 3 gennaio Pechino aveva già dovuto sostituire 389.000 barili venezuelani al giorno con forniture iraniane. L’EO 14373 trasforma quella sostituzione di emergenza in una condizione strutturale permanente.

In un’audizione al Senato americano nel gennaio 2026, il Segretario di Stato Marco Rubio ha illustrato i termini del patto concordato con Delcy Rodríguez pochi giorni dopo la cattura di Maduro: l’amministrazione Trump consente la commercializzazione degli idrocarburi venezuelani — precedentemente soggetti a sanzioni — a prezzi di mercato competitivi, bloccando gli sconti che la Cina riceveva abitualmente. In cambio, i proventi vengono depositati su un conto sotto supervisione americana. Rubio ha aggiunto che il Venezuela dovrà presentare una “budget request” per accedere ai propri fondi.

La Banca Centrale del Venezuela distribuisce la valuta restituita attraverso aste di cambio riservate agli importatori del settore privato, gestite da banche pubbliche e private. Secondo quanto riportato da Venezuelanalysis, la BCV avrebbe già allocato oltre cinque miliardi di dollari nel corso del 2026.

Il Venezuela dovrà presentare una “budget request” per accedere ai propri fondi. Quella frase, pronunciata dal Segretario di Stato americano davanti al Senato, è la sintesi più precisa di ciò che è accaduto.

Come avevamo riportato nella nostra precedente analisi Il petrolio venezuelano: il barile fantasma che sostiene l’impero finanziario, il paradosso al cuore dell’operazione del 3 gennaio era già visibile: il Venezuela detiene trecentotrè miliardi di barili di riserve accertate, le maggiori del pianeta, eppure la produzione calava invece di aumentare, le sanzioni stringevano la capacità estrattiva anziché liberarla, i giacimenti restavano sigillati. La cattura di Maduro serviva a impedire che quel petrolio continuasse a essere venduto fuori dal sistema dollaro. La lettera PDVSA del 28 maggio è la conferma documentale di quella meccanica, ridotta a coordinate bancarie Fedwire.

Sullo sfondo, lo schema operativo era riconoscibile prima ancora che si consumasse: come avevamo descritto nella nostra analisi dello script della guerra perpetua, il pretesto del narcotraffico — poi parzialmente ritirato il 5 gennaio davanti al tribunale di Manhattan — era intercambiabile con qualsiasi altra giustificazione. Ciò che conta non cambia con i pretesti: il cambio di regime si sedimenta in architettura istituzionale, che a sua volta viene formalizzata in una lettera di PDVSA con le coordinate di un conto americano.

Il governo Rodríguez mantiene la titolarità formale dei fondi e l’operatività nominale di PDVSA. Le decisioni di spesa in valuta estera richiedono però l’approvazione americana. La struttura è quella di un protettorato finanziario: non un’amministrazione diretta, ma un’architettura di controllo che lascia al governo locale la responsabilità operativa senza il potere di disporre autonomamente delle proprie entrate.

Quanto a lungo il Venezuela accetti queste condizioni — e a quale prezzo politico interno — dipende da variabili che l’EO 14373 non regola. Il dispositivo funziona finché i clienti di PDVSA continuano a pagare, finché le compagnie aeree continuano a volare su Caracas, e finché nessun arbitro internazionale decide di esaminare le basi giuridiche dell’intero impianto.

Fonti

El Diario (ES), lettera PDVSA ai clienti “aviation and maritime customers”, 28 maggio 2026
Venezuelanalysis, “Venezuelan Govt Orders Airlines, Shipping Companies to Deposit Fuel Payments in US Treasury Account”, 3 giugno 2026 — venezuelanalysis.com
Mayer Brown, “New Executive Order Shields Venezuelan Oil Revenue in US Government Custody”, gennaio 2026 — mayerbrown.com
OFAC / U.S. Department of the Treasury, General License EO 14373, febbraio 2026 — ofac.treasury.gov
Congressional Research Service / USNI News, “U.S. Capture of Venezuela’s Nicolás Maduro: Considerations for Congress”, 7 gennaio 2026 — news.usni.org
UK Parliament – House of Commons Library, “The US capture of Nicolás Maduro”, marzo 2026 — commonslibrary.parliament.uk
voz.us, “The Venezuelan regime cedes control of its revenues”, 2 giugno 2026 — voz.us