Il 29 luglio 2026, mentre Anthony Fauci compariva davanti al Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee, il senatore Rand Paul chiedeva e otteneva l’inserimento di una lettera del Dipartimento dell’Energia negli atti ufficiali del Congresso. La lettera documenta sette anni — dal 2014 al 2021 — durante i quali Bill Gates deteneva una Q clearance DOE. La stessa autorizzazione che il misterioso «Q» della psyop QAnon rivendicava come sigillo della propria legittimità, e che i follower interpretavano come prova che dietro i drop ci fosse un militare di alto rango, un cappello bianco, qualcuno con accesso ai segreti più profondi dello Stato. Gates, nel frattempo, accumulava questa clearance in silenzio.

La Q clearance è l’autorizzazione di sicurezza massima del Dipartimento dell’Energia americano, equivalente funzionale del Top Secret rilasciato dal Dipartimento della Difesa. Consente l’accesso a dati su armi nucleari, infrastrutture critiche energetiche e ricerca scientifica classificata. Gates l’aveva per TerraPower, la società di reattori nucleari di quarta generazione da lui fondata nel 2008, che collabora regolarmente con il DOE, la National Nuclear Security Administration e il Dipartimento di Stato. La spiegazione tecnica regge. Il periodo 2014-2021 copre però anche la costruzione dell’architettura Gates/CEPI/GAVI di risposta pandemica, i lavori preparatori di Event 201, la transizione tra due amministrazioni opposte e i primi tre anni di attività di Q. La Q clearance era una cosa. La sovrapposizione temporale è un’altra.

Gli Epstein Files, rilasciati dal Dipartimento di Giustizia nel gennaio 2026, contengono tre milioni di pagine. Una di queste pagine documenta un incontro dell’ottobre 2011: Boris Nikolic, advisor scientifico della Gates Foundation e figura centrale nei network filantropici di Gates, presenta Jeffrey Epstein a Christopher «moot» Poole, fondatore di 4chan. Dopo l’incontro, Nikolic scrive a Epstein che Poole «sarà uno dei più grandi hacker». In una email separata, manda a Epstein un articolo del Washington Post del 2010 su 4chan come strumento di «mass disruptions» e «hive mind», commentando: «This article describes why I find moot interesting. The potential for manipulation is huge.» Il 25 ottobre 2011 — il giorno dopo l’incontro tra Epstein e Poole — nasce /pol/ su 4chan.

Poole ha dichiarato nel febbraio 2026 che la decisione di aprire /pol/ era stata presa settimane prima e che Epstein non aveva influenzato nulla. La dichiarazione è agli atti quanto il commento di Nikolic. Entrambe le versioni coesistono nel corpus documentale: quella di chi era presente e quella di chi commentava il potenziale di quello che stava guardando.

La posizione di Nikolic nell’ecosistema non si esauriva con quell’incontro. Nel 2019, pochi giorni prima della morte di Epstein, il suo testamento aggiornato nominava Nikolic esecutore testamentario — senza informarlo. Nikolic ha dichiarato di esserne venuto a conoscenza solo dopo il fatto.

Sei anni dopo il lancio di /pol/, nell’ottobre 2017, Q pubblicava il primo drop su quella stessa bacheca. L’identità di Q era rimasta formalmente non accertata per anni. Il documentario di Cullen Hoback Q: Into the Storm (HBO, 2021) ha portato Ron Watkins — figlio di Jim Watkins, proprietario di 8kun, la piattaforma su cui Q si era spostato dopo il ban da 4chan — a pronunciare una quasi-ammissione in diretta prima di interrompersi, rendendosi visibilmente conto di quanto aveva appena detto.

Il nemico assoluto della mitologia Q occupava la stessa posizione nell’apparato classificato che Q rivendicava come sigillo della propria autorità.

QAnon era una psyop di sedazione di massa. La struttura lo dimostra senza bisogno di identificare un mandante. Il messaggio prescritto ai follower era radicalmente passivo: «Trust the Plan», attendere, osservare, non agire. Ogni previsione — arresti imminenti di figure del deep state, esecuzioni segrete, piani di salvataggio coordinati dai cappelli bianchi — è rimasta sistematicamente non avverata. L’effetto prodotto era preciso: trasformare una rabbia anti-establishment potenzialmente attiva in attesa infinita verso un’autorità invisibile destinata a non materializzarsi mai. La piattaforma che ha incubato il fenomeno era stata introdotta a Epstein da un advisor di Gates con una valutazione esplicita sul suo potenziale di manipolazione. Il fatto che qualcuno abbia premuto il pulsante di avvio è quello che la struttura impone di concludere; chi lo abbia premuto è la domanda che i documenti disponibili lasciano aperta.

Come avevamo riportato nella nostra precedente analisi sulla filiera Gamergate-Bannon-QAnon, l’infrastruttura della manipolazione digitale di massa ha nomi ricorrenti e connessioni documentate. I fatti resi pubblici tra il gennaio e il luglio 2026 aggiungono un livello che questa analisi non poteva ancora includere.

Nikolic è il punto in cui i cerchi si toccano: la Gates Foundation, il network Epstein, e la piattaforma che ha incubato /pol/ e poi Q. La Q clearance di Gates chiude la figura in modo sardonico. Chi erano i cappelli bianchi? L’apparato che Q dichiarava di voler smontare includeva, tra i suoi titolari di autorizzazione classificata, il nemico che avrebbe dovuto essere arrestato immediatamente, mentre Q continuava a prescrivere l'attesa.

Gli Epstein Files documentano questa topografia — ne avevamo già tracciato i contorni nell’inchiesta su Trump ed Epstein. Una traccia come questa non ha bisogno di un regista per essere leggibile.

Q ha smesso di pubblicare drop nell’ottobre 2022. La comunità si è sgretolata progressivamente. I cappelli bianchi non sono mai arrivati. La struttura che ha prodotto Q — i network, le piattaforme, gli advisor, le clearance — è intatta e produce altro.

Fonti

Daily Caller, «Obama Granted Bill Gates Top-Secret Clearance At Energy Department», 29 luglio 2026 — dailycaller.com
IJR, «Obama Granted Bill Gates Top-Secret Clearance At Energy Department», 29 luglio 2026 — ijr.com
Dipartimento di Giustizia USA, Epstein Files, rilascio gennaio 2026 (email Boris Nikolic a Jeffrey Epstein su Christopher Poole e 4chan incluse) — justice.gov
Christopher Poole («moot»), dichiarazione a The Verge, 13 febbraio 2026: «4chan’s creator says ‘Epstein had nothing to do’ with creating infamous far-right board /pol/»
Bloomberg, «Epstein’s 11th-Hour Executor Is Ex-Science Adviser to Bill Gates», 19 agosto 2019 — bloomberg.com
Cullen Hoback, Q: Into the Storm, documentario HBO, 2021