Nel luglio 2006, mentre l’indagine della polizia di Palm Beach su Jeffrey Epstein diventava di dominio pubblico, Donald Trump telefonò al capo della polizia Michael Reiter. Secondo il verbale FBI della testimonianza resa da Reiter agli investigatori federali nell’ottobre 2019 — documento incluso nel rilascio degli Epstein files da parte del Dipartimento di Giustizia nel 2026 — Trump disse a Reiter che era una fortuna che lo stessero fermando, perché tutti sapevano quello che stava facendo. Aggiunse che le persone a New York sapevano che Epstein era disgustoso, che Ghislaine Maxwell era la sua operativa, e che bisognava concentrarsi su di lei perché era malvagia. Disse anche di essere stato in una sola occasione in presenza di Epstein quando c’erano adolescenti, e di essersene andato immediatamente. Tredici anni dopo, nel luglio 2019, seduto nello Studio Ovale, Trump rispose a una domanda sui crimini di Epstein con quattro parole: No, I had no idea.
Il documentoIl verbale FBI è un modulo 302: il formato standard con cui gli agenti federali registrano il contenuto delle interviste condotte nel corso delle indagini. Quello in questione riassume l’audizione di Reiter, il cui nome è oscurato nel testo ma la cui identità è stata confermata dallo stesso ex capo della polizia al Miami Herald, primo organo di stampa ad averne riportato il contenuto. Reiter era un funzionario di polizia in carica, con responsabilità diretta sull’indagine Epstein, che ha reso le proprie dichiarazioni agli agenti federali in un contesto giurato: la sua posizione istituzionale esclude qualsiasi movente di parte documentabile, e il peso legale di una testimonianza all’FBI è sostanzialmente quello di una deposizione giurata.
Il documento è stato rilasciato nell’ambito della pubblicazione di milioni di pagine di materiale relativo a Epstein, disposta dal Dipartimento di Giustizia in esecuzione di una legge bipartisan approvata dal Congresso. La sua autenticità non è stata contestata da alcuna delle parti coinvolte, inclusa la Casa Bianca.
Luglio 2006: “tutti sapevano quello che stava facendo.” Luglio 2019: “No, I had no idea.” Le due dichiarazioni provengono dalla stessa persona, sullo stesso oggetto, e sono incompatibili.
Dal 2019 in avanti, la narrazione ufficiale di Trump sul caso Epstein ha mantenuto una coerenza assoluta nella sostanza, indipendentemente dal contesto in cui veniva riproposta: i due erano amici negli anni Novanta, frequentavano gli stessi ambienti a Palm Beach e a New York, Trump lo cacciò da Mar-a-Lago quando scoprì che stava sottraendo dipendenti dal centro benessere del club — in particolare, sostiene Trump, Virginia Giuffre, la sopravvissuta più nota che nel 2025 morì per suicidio — e da quel momento troncò ogni rapporto. Sui crimini sessuali: nessuna conoscenza, nessun sospetto, nessuna informazione.
Nel luglio 2020, all’indomani dell’arresto di Ghislaine Maxwell per traffico sessuale di minori, Trump fu interpellato dai giornalisti. La stessa Maxwell che nel 2006, secondo il verbale FBI, aveva descritto come malvagia e come il bersaglio principale su cui concentrare le indagini: I just wish her well. La Casa Bianca, interrogata sulla discrepanza tra le due definizioni, non ha fornito spiegazioni.
La risposta della Casa BiancaQuando il verbale FBI è emerso, nel febbraio 2026, la portavoce presidenziale Karoline Leavitt ha risposto ai giornalisti con una formulazione che merita di essere riportata nella sua integralità: “That phone call may or may not have happened. I don’t know the answer to that question.” La portavoce del presidente degli Stati Uniti, interpellata su un documento del Dipartimento di Giustizia che riporta una telefonata del proprio mandante alla polizia per segnalare un pedofilo, ha dichiarato di non sapere se quella telefonata sia avvenuta. Ha poi aggiunto che, qualora fosse avvenuta, ne corroborerebbe la versione: Trump aveva sempre detto di aver rotto i rapporti con Epstein perché era un individuo ripugnante.
La logica della risposta è notevole: un documento che prova che Trump sapeva dei crimini è reinterpretato come conferma che Trump non sapeva dei crimini. Il verbale FBI riporta esplicitamente che Trump disse che tutti sapevano; la Casa Bianca legge questo come prova che Trump non sapeva. La contraddizione è incorporata nella risposta stessa, senza che nessuno in sala stampa riuscisse a smontarla prima che la conferenza si chiudesse.
Il contesto italianoPer anni, una frangia consistente della contronarrazione italiana ha costruito sull’affare Epstein una delle sue narrazioni di punta: Trump come cacciatore di pedofili, paladino della lotta al Deep State, unico presidente disposto a fare ciò che i suoi predecessori avevano coperto. La struttura della storia richiedeva che Trump fosse estraneo alla rete Epstein, ignaro dei crimini, perseguitato proprio perché intendeva fare pulizia. Questa struttura è incompatibile con il verbale FBI di Reiter, motivo per cui quel documento — rilasciato da un Dipartimento di Giustizia nominato dallo stesso Trump, in esecuzione di una legge bipartisan — ha circolato poco o nulla nei canali che per anni avevano fatto dell’affare Epstein il loro argomento principale.
La selezione è il meccanismo. Una macchina di narrazione che porta solo i fatti compatibili con la cornice preesistente produce nei propri lettori una conoscenza strutturalmente incompleta, indipendentemente dall’accuratezza dei singoli pezzi che sceglie di mostrare. Il documento FBI su Reiter esiste, è autentico, è stato rilasciato dall’amministrazione Trump stessa, e documenta una contraddizione precisa tra ciò che Trump ha detto in privato a un funzionario di polizia nel 2006 e ciò che ha dichiarato pubblicamente dal 2019 in avanti. Portarlo ai propri lettori è il minimo che un progetto di informazione indipendente possa fare.
Fonti
CNBC, “Trump bashed Epstein to Palm Beach police during first investigation, called Maxwell ‘evil’”, 9 febbraio 2026 — cnbc.com
CNN Politics, “Trump told police in mid 2000s ‘everyone has known’ about Epstein’s misconduct”, 10 febbraio 2026 — cnn.com
ABC News, “Ex-police chief says Trump told him ‘thank goodness you’re stopping’ Epstein in 2000s”, 10 febbraio 2026 — abcnews.go.com
Time, “Trump Reportedly Told Police 20 Years Ago That ‘Everyone’ Knew About Epstein”, 11 febbraio 2026 — time.com
PBS NewsHour, “White House won’t confirm whether Trump called Palm Beach sheriff about Epstein”, 10 febbraio 2026 — pbs.org
Times of Israel, “Trump told police chief in 2006 that ‘everyone’ knew about Epstein, FBI document says”, 11 febbraio 2026 — timesofisrael.com
U.S. Department of Justice, Epstein files Dataset 9, documento EFTA01249718 — justice.gov/epstein
Detoxed Info, canale Telegram, approfondimento sul caso Epstein-Trump — t.me/detoxedinfotelegram