In Israele il presidente Isaac Herzog ha affidato sabato sera a Gadi Eisenkot, leader del partito Yashar, l'incarico di formare il nuovo governo, anticipando di un giorno la decisione che aveva annunciato per domenica 8 novembre. Secondo l'ufficio del presidente, Herzog incontrerà Eisenkot la sera dell'8 novembre per conferirgli formalmente il mandato; il leader dell'opposizione ha 28 giorni per costruire una coalizione.
Prima dell'annuncio, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto la creazione di un governo di unità nazionale che includa «tutti i partiti del campo nazionale e tutti i partiti sionisti», affermando che un esecutivo di questo tipo eliminerebbe «la minaccia nucleare proveniente dall'Iran». Nel suo intervento ha accusato i partiti di opposizione di voler formare una coalizione con formazioni arabe che accusa di sostenere il terrorismo.
Secondo il canale Telegram Giuseppe Masala Chili, le condizioni poste da Eisenkot per la partecipazione al suo governo sarebbero fatte per essere rifiutate dai 19 deputati dei partiti arabi eletti alla Knesset, rendendo impossibile un esecutivo senza il Likud e i suoi alleati. Middle East Monitor riporta che il leader dei Democratici Yair Golan si è detto disponibile a lavorare con gli ultraortodossi per un «governo di salvataggio e cambiamento», un giorno dopo che Avigdor Lieberman ha ritirato la sua obiezione a entrare in un governo che li includa. Sempre secondo Middle East Monitor, la Lista Araba Comune non voterà a favore di un governo Eisenkot senza un accordo, ma non lavorerà per farlo cadere.
ZeroHedge scrive che il blocco di Netanyahu è arrivato 14 seggi sotto quello dei sostenitori del rivale. Nella serata di sabato circa 300 persone si sono radunate nella valle di Jezreel, nel nord di Israele, per chiedere un governo che includa i partiti arabi.
Le letture
- Modern Diplomacy: Eisenkot ha la prima occasione di formare un governo, ma la sua coalizione non ha la maggioranza in parlamento e la strada è in salita.