Nella Striscia di Gaza la prima tempesta invernale, iniziata venerdì sera, ha allagato circa 70.000 tende e abbattuto decine di muri, secondo l'Ufficio stampa del governo, che stima perdite iniziali per circa 3 milioni di dollari. Le piogge torrenziali hanno sommerso tende, strade, negozi e automobili, e le famiglie sfollate sono rimaste senza un riparo sicuro.
Il ministro della Salute palestinese Majed Abu Ramadan ha avvertito del rischio di epidemie, con decine di migliaia di sfollati colpiti dalle inondazioni nei campi improvvisati; le restrizioni israeliane rendono scarsa l'entrata di aiuti, in particolare dei materiali per i ripari. Il fotoreporter Mahmoud Hamda ha documentato famiglie, con bambini immersi nell'acqua fino alle caviglie, impegnate a spazzare via il fango dalle tende.
In Belgio, famiglie palestinesi hanno chiesto un incontro urgente al ministro degli Esteri Maxime Prevot per l'evacuazione dei parenti con visto belga rimasti bloccati a Gaza, secondo quanto riferisce l'agenzia Belga tramite Middle East Monitor: centinaia di titolari di visto avrebbero subito le conseguenze della tempesta.
La Lista Araba Congiunta israeliana, che ha 12 seggi sui 120 della Knesset, ha diffuso una dichiarazione in cui avverte che piogge e inondazioni aggravano la crisi umanitaria nella Striscia. Il Comitato presidenziale superiore per gli Affari delle Chiese in Palestina ha lanciato un appello urgente alle chiese di tutto il mondo per cibo, acqua potabile, medicine, tende e forniture invernali.