Il mercato azionario globale è in subbuglio: il crollo è iniziato negli Stati Uniti e si è poi esteso all'Asia, con le perdite maggiori nei settori dell'alta tecnologia e dell'intelligenza artificiale. Lo riporta il canale Telegram Sa Defenza Channel, secondo cui molti economisti avevano previsto che la bolla finanziaria dell'IA potesse scoppiare da un momento all'altro.
Il Sole 24 Ore scrive che l'S&P 500 ha perso il 4,36%, il peggior secondo giorno dopo un midterm da quasi un secolo, bruciando in una sola seduta 2.900 miliardi di dollari. Il quotidiano indica in 7mila miliardi il valore bruciato dall'AI e segnala che la svolta politica americana minaccia la normativa sui data center, con l'ipotesi di una moratoria sui nuovi impianti.
Sui listini, secondo il quotidiano, volano invece i vincenti delle midterm: il nuovo scenario sui dazi spinge i campioni europei dell'export, tra cui i produttori di farmaci, auto e lusso più esposti negli Stati Uniti, con una riscossa a New York per Moncler e Zegna.
Dagospia scrive che l'economia mondiale è ormai dipendente dall'intelligenza artificiale: negli Stati Uniti gli investimenti previsti nei data center fino al 2032 superano i 10mila miliardi di dollari, mentre i titoli legati all'AI rappresentano il 49% dell'indice S&P 500, contro il 26% del 2022.