Poste compra Tim attraverso un’offerta pubblica di acquisto e scambio, l’Opas aperta il 20 luglio. Lo Stato, che oggi controlla Poste per il 64%, scenderà a circa il 50%. Al suo posto entrano, con quote crescenti, tre grandi fondi americani già azionisti di Tim: BlackRock, Vanguard e State Street. È l’operazione più grande del 2026 sul mercato italiano, e nessun elettore l’ha mai trovata su una scheda elettorale.

Poste offre agli azionisti di Tim un pacchetto misto: contanti più azioni Poste di nuova emissione. Chi accetta consegna le proprie azioni Tim e riceve in cambio un pezzo di Poste. Per pagare questo scambio, Poste deve stampare nuove azioni, e ogni nuova azione emessa vale una fetta più piccola dell’azienda per chi la possedeva già. Lo Stato possedeva Poste per il 64%. Con l’arrivo dei nuovi soci in cambio, questa fetta si riduce a poco più del 50%: il minimo che permette ancora di chiamarla azienda pubblica.

BlackRock, Vanguard e State Street sono già dentro Tim, con quote che si aggirano rispettivamente attorno al 5%, al 2% e all’1,5%. Con lo scambio, trasformano queste azioni Tim in azioni Poste, entrando così nell’azionariato del nuovo colosso che unisce telecomunicazioni, logistica e il risparmio postale di milioni di famiglie italiane. Secondo una ricostruzione indipendente pubblicata da Altreconomia, insieme potrebbero arrivare a pesare fino al 18% del nuovo gruppo — una cifra che nessun documento ufficiale ha ancora confermato, ma che discende in modo diretto dalle quote già dichiarate. Un peso di questa dimensione conterebbe nelle assemblee, nelle nomine, nelle scelte su come investire i risparmi di chi ha un libretto postale.

Lo Stato scende al 50% di Poste. BlackRock, Vanguard e State Street arrivano a pesare fino al 18% del nuovo gruppo.

Lo Stato non regala nulla apertamente. Cede quote sul mercato, incassa denaro, rispetta ogni procedura. Il risultato pratico resta lo stesso: un’infrastruttura costruita in decenni con la fiscalità dei cittadini passa, pezzo dopo pezzo, sotto l’influenza di soci che rispondono a Wall Street anziché al Parlamento italiano. È lo stesso schema già raccontato su questo sito a proposito del TFR dei neoassunti, dove sessanta giorni di silenzio bastano a spostare il risparmio previdenziale verso gli stessi grandi gestori. Il nome che ricompare è sempre BlackRock. Il meccanismo è sempre lo stesso: una scadenza tecnica, poca informazione, un trasferimento che diventa irreversibile prima che qualcuno se ne accorga.

In queste settimane l’agenda pubblica italiana è occupata da tutt’altro: la guerra in Iran riesplosa con nuovi raid americani, i dazi USA-UE appena entrati in vigore, la cronaca nera, l’esodo estivo verso le mete di agosto. L’apertura dell’offerta su Tim è passata senza un annuncio in conferenza stampa del governo Meloni, e il Parlamento ha lasciato una scelta che riguarda il risparmio postale di milioni di persone fuori da ogni dibattito. La stessa sequenza si era vista con la finestra dei sessanta giorni sul TFR, caduta apposta nel pieno dell’estate.

L’offerta si chiude l’11 settembre. È probabile che solo allora, con l’operazione già conclusa, i grandi quotidiani e i telegiornali generalisti dedichino spazio alla notizia, raccontandola come un successo industriale e un campione nazionale delle telecomunicazioni finalmente unificato, anziché come una cessione di controllo a soci che non hanno mai messo piede in un ufficio postale italiano. È l’ipotesi più coerente con quanto già accaduto in casi simili: la proponiamo come ipotesi di lettura, da verificare quando i fatti la confermeranno o la smentiranno.

Un governo rappresenta tutti i contribuenti, non solo chi lo ha votato. Su questa operazione non è stato chiesto niente a nessuno, nemmeno a chi ha messo la propria croce su questa scheda. Il governo Meloni ha deciso per conto di tutti gli italiani senza che nessuno gliel’abbia mai chiesto. Il conto lo pagheranno i risparmiatori postali, mentre a firmare è stato soltanto il governo.

Fonti

IlFaroOnline, “Poste Italiane-TIM, al via l’Opas da oltre 13 miliardi”, 22 luglio 2026 — ilfaroonline.it
Altreconomia, “L’Offerta pubblica di acquisto e scambio di Poste italiane su Tim è un affare per i fondi”, 24 luglio 2026 — altreconomia.it
MilanoFinanza, “Al via l’opas di Poste su Tim. Obiettivo arrivare al 100% del capitale e delistare la società tlc creando 700 milioni di sinergie”, 20 luglio 2026 — milanofinanza.it
Fortune Italia, “Poste Italiane, al via l’Opas su Tim”, 20 luglio 2026 — fortuneita.com
SoldiOnline.it, “Poste-Opas su Tim, ecco il prospetto: quanto incassa chi aderisce”, 20 luglio 2026 — soldionline.it