Le grandi società di private equity, molte con sede negli Stati Uniti, continuano a investire in petrolio, gas e carbone nonostante le pressioni internazionali per la transizione energetica. Un'analisi del Private Equity Climate Risks Consortium diffusa nei giorni scorsi ha esaminato 20 fondi, tra cui BlackRock, GIP, Energy Capital Partners, EQT e Kayne Anderson: i loro portafogli finanziano aziende che emettono 1,5 miliardi di tonnellate di gas serra l'anno, più di qualsiasi Paese tranne Cina, Stati Uniti, India e Russia.

Tra gli asset figurano 15.000 miglia di gasdotti, 370 centrali a combustibili fossili per 124 GW di capacità e centinaia di giacimenti. Diverse di queste società hanno ampliato le partecipazioni in imprese fossili dal 2024.

L'espansione dei data centre per l'intelligenza artificiale, in larga parte alimentati a gas naturale, è indicata come un ulteriore fattore di crescita di questi investimenti.

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