Il linguaggio di programmazione open source PHP, su cui girano circa il 70% dei siti web, ha tre vulnerabilità critiche scoperte ad agosto da ricercatori che usavano i modelli di intelligenza artificiale di OpenAI e Anthropic. I difetti avrebbero permesso di prendere il controllo di un sito, rubare dati dei clienti, diffondere malware o mandarlo offline. Oltre 33 milioni di siti nel mondo usano ancora versioni non corrette.
Le informazioni sono trapelate il 20 ottobre e il 21 l'azienda Chainguard ha pubblicato una patch prima della scadenza dell'embargo concordato, indicando di fatto dove si trovano le falle e come sfruttarle. Alcune società hanno segnalato attacchi attivi dal 17 ottobre. Nella stessa settimana sono emerse vulnerabilità gravi anche in Node.js e GitLab.
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