In Italia il governo ha introdotto una presunzione di imputabilità per i minori che hanno compiuto quattordici anni: la capacità di intendere e di volere si presume fino a prova contraria. Il cambio di norma riguarda il sistema penale minorile, che finora non prevedeva automatismi legati all'età.
Sofia Ciuffoletti, filosofa del diritto dell'Università di Firenze ed esperta di diritto penale minorile, rileva che in precedenza l'imputabilità del minore era oggetto di accertamento caso per caso, con valutazione della maturità psichica da parte di tribunale e pubblico ministero, e che questo passaggio serviva a calibrare la risposta penale in chiave educativa.
Secondo la studiosa, la nuova presunzione anticipa l'ingresso dei minori nel circuito penale e indebolisce l'impianto rieducativo dell'ordinamento minorile.
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