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Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati della Santa Sede, ha dichiarato il 28 ottobre a Roma, in un incontro con i giornalisti, che l'ipotesi di una presenza vaticana a Pechino resta sul tavolo ma a un costo che la Santa Sede non intende sostenere. «L'idea è avere una qualche presenza culturale a Pechino, ma come in ogni negoziato ci sarebbe un prezzo da pagare e per il momento non siamo disposti a pagarlo», ha detto. Gallagher non ha precisato quale sia questo prezzo: la stampa di Taiwan e Hong Kong lo ha collegato alla condizione preliminare che, secondo quanto riportato in passato dal Corriere della Sera, Pechino avrebbe posto, cioè la rottura delle relazioni diplomatiche con Taipei.

La Santa Sede mantiene relazioni diplomatiche con Taiwan e una missione di studio a Hong Kong, ma non ha rappresentanze ufficiali a Pechino. Sull'accordo provvisorio per la nomina dei vescovi, firmato nel 2018 e rinnovato nel 2024 per altri quattro anni fino al 2028, Gallagher ha ammesso che «le imperfezioni sono evidenti», confermando la volontà di proseguire il dialogo.

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