Il prezzo del grano ha chiuso settembre a 6,75 dollari per bushel sui mercati internazionali delle materie prime, in calo del 12,7%: è la flessione mensile più marcata da giugno 2024, dopo un picco inframensile di 7,95 dollari.
Tra i fattori del ribasso, le prospettive di un'intesa di pace tra Russia e Ucraina, un El Niño più debole del previsto e il rafforzamento del dollaro, che ha reso il grano statunitense più caro di quello europeo e ne ha ridotto la domanda.
Nonostante il calo, a fine settembre il grano restava circa il 35% sopra il valore di inizio anno, quando a gennaio era scambiato intorno ai 5 dollari per bushel.
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