A Milano la Procura contesta a Youssef Siher, 32 anni, ricercatore italiano di seconda generazione di origini marocchine, e a sua moglie Sagia Hammoud di aver gestito i canali social e le chat del Movimento 17 ottobre, usati per diffondere messaggi con cui organizzare manifestazioni violente e alzare il livello dello scontro con le forze dell'ordine.
Siher è nel carcere di San Vittore con l'accusa di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo; gli è contestata anche l'ipotesi del nuovo reato di violenza nelle manifestazioni pubbliche organizzata con mezzi informatici. La Procura gli attribuisce un progetto volto ad atti delittuosi con finalità eversive e la citazione del «manuale di rivolta egiziano» come modello.
Oggi il decreto di fermo sarà proposto al gip per la convalida. La moglie, che coordina servizi di mediazione linguistica finanziati con denaro pubblico, è indagata.
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