È nella regione russa di Irkutsk, in Siberia, che è scattato l'allarme biologico dopo la morte di Daria Shipilova, ricercatrice 28enne dell'Istituto di ricerca anti-peste di Shelekhov. Ricoverata d'urgenza a fine settembre per un'infezione respiratoria, è deceduta in terapia intensiva in quarantotto ore per una polmonite acuta.
Quasi duecento persone sono state poste sotto sorveglianza medica e cinque ospedali chiusi per quarantena. Sulla causa del decesso restano due ipotesi: la rottura accidentale di una fiala con campioni vivi del batterio Yersinia pestis e un contagio naturale durante una missione nella vicina Buriazia, al confine con la Mongolia, dove il batterio è endemico tra i roditori selvatici.
La fonderia Irkutsk Aluminum Plant (RUSAL) ha ordinato mascherine protettive per tutto il personale. La Casa Bianca e il Dipartimento di Stato, insieme al Centro statunitense per il controllo delle malattie (CDC), seguono l'evoluzione della vicenda.
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