Il Cremlino ha indicato ieri che il lavoro sulla proposta di tregua energetica lanciata dal presidente statunitense Donald Trump con l'Ucraina prosegue, senza però trattarla come un accordo già in vigore. Il vicepremier russo Alexander Novak ha annunciato che droni ucraini hanno colpito due raffinerie di petrolio in Russia, nelle regioni di Saratov e Ryazan, aggiungendo che Kiev non mostra alcun segnale di apertura verso un cessate il fuoco sulle infrastrutture energetiche.

Il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov ha ribadito l'impegno del governo a risolvere il conflitto e ha parlato di un lavoro diplomatico che continua in modo riservato, precisando che non ci sono incontri concordati in agenda. Peskov ha poi accusato i Paesi europei e la Nato di fare tutto il possibile perché la guerra prosegua.

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