La quota dell'Unione europea nelle esportazioni di greggio russo è scesa dal 48% di prima della guerra in Ucraina al 4% di settembre, mentre quella di Cina, India e Turchia insieme è passata dal 29% al 77%. Lo rilevano i dati diffusi oggi dall'economista capo di UBS Arend Kapteyn.
Le esportazioni russe di greggio restano circa il 10% sotto i livelli prebellici e il 61% viaggia sulla cosiddetta flotta ombra, fuori dai sistemi finanziari e assicurativi occidentali.
Mosca ha inoltre iniziato a importare volumi significativi di prodotti raffinati, conseguenza dei danni agli impianti causati dagli attacchi ucraini, un fattore che contribuisce a tenere alti i prezzi globali della benzina.
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