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A Yaoundé, nel quartiere universitario di Ngoa Ékélé, migliaia di giovani camerunesi lavorano come «microworker» per conto di aziende straniere, tra blackout della rete elettrica e connessioni tenute in piedi da generatori. Boris L., nome di fantasia, trascorre le serate in un internet café del quartiere su Remotasks, piattaforma della statunitense Scale AI, valutata 29 miliardi di dollari nel 2025: individua pedoni, auto e segnali stradali in immagini di vita quotidiana statunitense ed europea per addestrare i sistemi di riconoscimento visivo. Quattro ore di lavoro valgono circa 500 franchi CFA, meno di un dollaro.

Il Paese convive con una sottoccupazione che riguarda il 65% della popolazione lavorativa. Nel luglio 2025 il ministro delle Poste e telecomunicazioni, Minette Libom Li Likeng, ha lanciato la strategia nazionale per l'intelligenza artificiale, che punta a fare del Camerun il principale polo africano del settore entro il 2040 e a creare 12.000 posti di lavoro.

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