In India la Corte Suprema ha stabilito che la tratta di persone e il lavoro sessuale svolto volontariamente da adulti non possono essere gestiti con lo stesso procedimento. La sentenza è stata emessa il 29 maggio 2026 dai giudici J. B. Pardiwala e R. Mahadevan nel caso Prajwala contro Unione Indiana, originato da un ricorso pendente dal 2004.
Il provvedimento introduce un accertamento preliminare: se una persona adulta trovata durante un'operazione dichiara di esercitare per scelta e di non volere l'istituzionalizzazione, il magistrato deve verificare la genuinità di quella volontà prima di disporre l'affidamento a una struttura. La Corte ha inoltre definito un piano di protezione delle vittime, che vieta pratiche punitive nei centri di accoglienza, e ha qualificato la riabilitazione come diritto costituzionale, invocando gli articoli 21 e 23.
I giudici hanno chiesto al Parlamento una legge organica contro la tratta. Nel 2024 il Paese ha registrato 2.135 casi di tratta di esseri umani, con circa 5.800 vittime identificate.
Commenti
Accedi con Telegram per commentare.
Commenti e responsabilità. Questo spazio è per discutere, non per convincere: le opinioni sono di chi le scrive, e qui si può contestare anche quello che abbiamo scritto. Passiamo a leggere tutti i commenti prima di pubblicarli, quindi il tuo può metterci un po' a comparire — è il tempo che ci serve per tenere la conversazione civile. Diamo per scontato un atteggiamento corretto; se qualcosa sfugge, lo togliamo. Quanto sopra vale come esclusione di responsabilità per i contenuti degli utenti ai sensi della normativa applicabile.