Al largo dell'Angola, nel Blocco 15, la piattaforma Kizomba A perde petrolio da tredici anni: un'analisi di immagini satellitari stima almeno 19 barili al giorno dispersi su circa tre chilometri quadrati, con primi segni di fuoriuscita dal 2003 e una perdita continua dal 2013. Il blocco è operato da ExxonMobil; tra i co-proprietari figurano Azule Energy, joint venture tra la britannica BP e l'italiana Eni, la norvegese Equinor e la statale angolana Sonangol.
Nelle province settentrionali di Zaire e Cabinda i residenti riferiscono reti da pesca intasate, colture rovinate e pesce contaminato; infermieri e un'ex responsabile sanitaria locale segnalano un aumento di infezioni cutanee, malattie gastrointestinali e casi di cancro. ExxonMobil sostiene che le ispezioni non hanno rilevato anomalie alle strutture e attribuisce le tracce a infiltrazioni naturali, mentre l'agenzia nazionale ANPG riporta volumi di sversamenti molto inferiori.
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