Un gruppo di attivisti informatici ha rivendicato di aver violato un database interno del Dipartimento per la sicurezza interna degli Stati Uniti (DHS) e di averlo pubblicato online, con dati personali di oltre 41mila dipendenti, compresi agenti sotto copertura dell'immigrazione. La rivendicazione è arrivata ieri, mercoledì 29 ottobre; un portavoce del DHS ha confermato di essere a conoscenza di una possibile violazione e di stare intervenendo.
Secondo il gruppo, che si definisce Department of Peace, i dati pubblicati includono indirizzi email, numeri di telefono, sedi di servizio e altre informazioni lavorative di dipendenti di diversi uffici, tra cui la protezione delle frontiere (CBP), i servizi di protezione federale, il quartier generale del DHS, l'agenzia per l'immigrazione (ICE) e le indagini sulla sicurezza interna. La diffusione è avvenuta tramite la piattaforma DDoSecrets e uno strumento di ricerca online.
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