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Segnalazioni riservate di whistleblower presentate alla Sec nel 2024 e nel 2025 ipotizzano che tra il 2020 e il 2023 le statunitensi Merck ed Eli Lilly, la svizzera Novartis e la britannica AstraZeneca abbiano pagato bonus del 15-35% a distributori in Russia, tra cui R-Pharm, Pharmstandard e Pharmimex, per vendere farmaci oncologici a enti pubblici. Le segnalazioni indicano gare non competitive o truccate e margini usati per presunte tangenti a funzionari e amministratori ospedalieri, con prezzi gonfiati per terapie come Keytruda, Cyramza, Kisqali e Tagrisso.

R-Pharm nega pagamenti impropri e definisce legittimi i bonus; Pharmimex dice di operare nel rispetto delle leggi. Novartis afferma di aver svolto un'indagine interna, AstraZeneca non commenta; Merck ed Eli Lilly non hanno risposto.

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