A margine del G20 di Atlanta, venerdì 30 ottobre, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha criticato le iniziative della Cina nel Mar Cinese Meridionale e il suo comportamento definito «coercitivo» nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Giallo, indicando anche la cooperazione tra Russia e Cina come un fattore che mina la stabilità dell'Indo-Pacifico.
Nello stesso incontro i responsabili delle diplomazie di Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud hanno firmato un memorandum che istituisce il Trilateral Arctic Pacific Partnership, per sviluppare cooperazione marittima e opportunità economiche nell'Artico pacifico.
Le dichiarazioni diffuse da Seul e Tokyo non menzionano Pechino né il Mar Giallo: la Corea del Sud parla in modo generico di tentativi di cambiare lo status quo, il Giappone si limita a esprimere opposizione all'uso della forza o alla coercizione nella regione.
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