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UNIVERSITÀ DI SYDNEY ANALIZZA 350 VIDEO INSTAGRAM DI POSSIBILI MOLESTIE

Ricercatori dell'Università di Sydney, in Australia, hanno analizzato 350 video pubblicati su Instagram negli ultimi tre anni. In circa il 60 per cento dei casi hanno classificato il comportamento di chi filmava come una possibile molestia; nel 43 per cento delle clip le donne riprese sono state in seguito denigrate o identificate nei commenti.

Le registrazioni mostrano per lo più approcci non richiesti a donne in luoghi pubblici, ripresi senza che le interessate lo sapessero e diffusi per ottenere visualizzazioni. La prospettiva in prima persona, tipica di alcuni formati pornografici, è oggi riproducibile con smartphone e occhiali intelligenti.

Instagram ha annunciato lo scorso luglio la rimozione di questi contenuti, ma un mese dopo sulla piattaforma erano ancora presenti decine di video.

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