Israele va al voto dopodomani, il 27 ottobre, per rinnovare la Knesset. La sfida riguarda la leadership e i temi interni, ma sulle prospettive dei palestinesi le posizioni dei principali candidati risultano in larga parte convergenti.
Il premier Benjamin Netanyahu ha fatto del blocco di uno Stato palestinese un obiettivo dichiarato. Naftali Bennett, in alleanza con Yair Lapid, rifiuta le concessioni territoriali; Gadi Eisenkot considera irrealistico uno Stato palestinese in questa fase; Yair Golan parla di «disimpegno responsabile», che manterrebbe forti limiti alla sovranità; Avigdor Lieberman propone di smantellare l'Autorità palestinese, annullare gli accordi di Oslo e estendere la sovranità sull'Area C in Cisgiordania.
Le distanze tra i partiti riguardano soprattutto la gestione dei territori e di Gaza, dove il consenso è sul disarmo di Hamas più che sul ritiro delle truppe.
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