Le associazioni del libro contestano il provvedimento che consente alle famiglie di riprodurre in autonomia i libri di testo scolastici, acquistando la licenza e stampando il volume. Andrea D'Amato, presidente della Fcg, lo definisce una «misura sbagliata», «concretamente impraticabile e svilente del valore del libro», che si traduce in una promozione del digitale a scapito della lettura su carta: «Un libro scolastico non è un insieme di fogli», afferma, e affidarne la riproduzione alle famiglie significa ignorare qualità e funzione dello strumento, oltre alle difficoltà pratiche e ai costi dell'operazione.
Antonio Terzi, presidente del Sindacato Italiano Librai Sil Confesercenti, denuncia un impatto «dirompente» sull'intera filiera del libro e sostiene che il provvedimento non garantisca alcun risparmio: tra l'acquisto della licenza e la successiva stampa in autonomia, nella quasi totalità dei casi la spesa per le famiglie aumenta. La protesta coinvolge l'intera categoria.
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