Iran e Russia stanno espandendo la collaborazione nel nucleare civile, con la costruzione di centrali e forniture di combustibile, mentre entrambi i Paesi sono soggetti a sanzioni occidentali. Il sito di Bushehr, sulla costa meridionale iraniana, resta il fulcro: a metà ottobre Rosatom ha riferito che 135 specialisti tecnici erano tornati al lavoro, dopo l'evacuazione seguita all'escalation militare in Medio Oriente. Sono in corso anche i lavori sul secondo e terzo reattore.
Nel settembre 2025 Mosca e Teheran hanno firmato un accordo da 25 miliardi di dollari per la centrale di Sirik, nella provincia di Hormozgan, vicino allo Stretto di Hormuz, con una capacità prevista di circa 5 gigawatt. L'AIEA, in un rapporto del 4 giugno, ha segnalato di non aver potuto ispezionare diversi siti dichiarati, tra cui quattro impianti di arricchimento dell'uranio.
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