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Nei giorni scorsi all'Assemblea nazionale il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha equiparato la morte di Pengo Bossio Wangi, ucciso a Trappes in un omicidio razzista, a quella del militante neonazista Quentin Deranque. Non ha replicato alla deputata verde che ricordava come il Rassemblement national avesse definito Trappes un «focolaio jihadista»; si è invece scagliato contro i deputati socialisti ed ecologisti che lasciavano l'aula, accusandoli di fare il gioco dell'estrema destra.

La ministra per le Pari opportunità Aurore Bergé ha inserito tra le vittime del razzismo Thomas Perotto, il sedicenne ucciso a Crépol nel 2023, richiamando la formula del «razzismo anti-bianco». Il sindaco di Trappes Ali Rabeh sostiene che questi discorsi «gettano benzina sul fuoco». La comunista Soumya Bourouaha chiede di chiudere con la narrazione che mette «gli estremi sullo stesso piano», mentre la socialista Dieynaba Diop propone una legge contro insulti razzisti e minacce di morte.

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