Da febbraio 2026 la pesca professionale nelle acque interne è vietata in tutto il territorio italiano, in base a una modifica della legge sul bracconaggio ittico che lascia alle singole regioni la possibilità di introdurre deroghe locali. La misura riguarda in particolare il delta del Po, tra Veneto ed Emilia-Romagna, dove opera una comunità di pescatori di origine rumena arrivata dal delta del Danubio.
Nel 2024 la produzione ittica locale ha raggiunto circa 658 tonnellate, contro le 243 del 2015, con incassi saliti a due milioni di euro. Il mercato di Donada, a Porto Viro in provincia di Rovigo, è il principale snodo del pesce d'acqua dolce e dell'export verso l'est Europa, dove il siluro e la carpa sono tra le specie più ricercate.
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