In Iran il dibattito sulla revisione della dottrina nucleare e sulla permanenza nel Trattato di non proliferazione (NPT) è passato dai margini al centro della scena pubblica, dopo due attacchi statunitensi e israeliani contro il Paese.
La guida suprema Ali Khamenei è stato ucciso il 28 febbraio 2026 in un raid a Teheran; il successore Mojtaba Khamenei non ha ancora preso posizione sulla fatwa che vieta produzione, stoccaggio e uso di armi atomiche. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che la posizione iraniana non subirà cambiamenti significativi, precisando però che ogni decisione spetta alla nuova guida.
Oltre settanta deputati hanno chiesto per iscritto al presidente e al Consiglio supremo di sicurezza una reinterpretazione della fatwa in chiave di deterrenza; il 9 ottobre a Teheran un religioso ha affermato davanti ai fedeli che il programma nucleare appartiene alla nazione iraniana.
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