Ronald Lauder, miliardario statunitense ed ex ambasciatore, presidente del Congresso ebraico mondiale, ha rotto con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un'intervista pubblicata la scorsa settimana lo accusa di aver sacrificato occasioni di pace per la propria carriera politica: alla fine degli anni Novanta Netanyahu approvò i termini di un accordo negoziato con la Siria e poi non lo firmò.
Lauder ha criticato anche l'indebolimento della democrazia israeliana e il peso dei ministri dell'estrema destra Ben Gvir e Smotrich, che danneggiano i rapporti con i vicini arabi e con le comunità ebraiche della diaspora. Ha detto di aver venduto l'appartamento di Tel Aviv e di non avere intenzione di tornare in Israele.
Dopo il voto di martedì, con il 91% delle schede scrutinate, il blocco di Netanyahu è proiettato a 53 seggi contro i 48 di Gadi Eisenkot: nessuno dei due campi raggiunge la maggioranza di 61.
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