Nella Striscia di Gaza l'assedio impedisce da tre anni l'ingresso dei materiali dentistici, e chi ha un dente malato deve scegliere tra cure diventate inaccessibili, estrazione o antidolorifici. Secondo il sindacato dei dentisti del sud della Striscia, l'80 per cento degli ambulatori dentististici è stato distrutto, in tutto o in parte, dai bombardamenti, e oltre cento dentisti sono stati uccisi.
I prezzi sono esplosi: una siringa di resina per le otturazioni è passata da 70-80 a 1.200 shekel, una devitalizzazione da 70-150 a 500-700. Molti pazienti chiedono l'estrazione perché non possono pagare altro. Il mese scorso decine di dentisti in camice bianco hanno manifestato davanti alla sede del Comitato internazionale della Croce Rossa a Gaza City per chiedere che le forniture entrino nell'enclave.
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