Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha consentito il 14 settembre l'entrata in vigore di alcune parti dell'ordine esecutivo firmato a marzo dal presidente Donald Trump sull'organizzazione del voto, senza pronunciarsi sulla loro legittimità. I giudici hanno però bloccato l'applicazione delle nuove norme sul voto postale in vista delle elezioni di midterm.
L'ordine impone alle agenzie federali di compilare elenchi di cittadini per gli stati e al dipartimento di Giustizia di dare priorità alle indagini sui funzionari elettorali che consegnano schede a persone ritenute non idonee, oltre a nuove regole per il servizio postale. Il dipartimento ha chiesto dati sugli elettori agli stati: in California i funzionari hanno avuto 48 ore per esaminare una lista.
Il 9 ottobre un giudice federale ha annullato come illegittima la politica del dipartimento che confrontava le liste elettorali con i registri federali, per il rischio che dati non aggiornati segnalassero come inidonei cittadini aventi diritto.
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