Israele sta destinando ingenti fondi a operazioni di «guerra cognitiva» finalizzate a manipolare le risposte delle piattaforme di intelligenza artificiale. L'attività è in corso all'inizio di ottobre 2026 e si basa su un ricorso massiccio a chatbot.
Il lobbying tradizionale non è più ritenuto sufficiente, e le risorse vengono quindi dirottate verso questo tipo di intervento, che ha per obiettivo i contenuti generati dagli assistenti automatici.
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