Israele vota domani, martedì 27 ottobre, per rinnovare la Knesset, il parlamento di 120 seggi. È la prima elezione generale nel Paese dal 1988 a tenersi alla scadenza prevista, la prima dopo gli attentati del 7 ottobre 2023 e le successive campagne militari a Gaza, in Libano e contro l'Iran. Sono chiamati alle urne circa 7,3 milioni di aventi diritto, di cui circa 1,2 milioni sono cittadini palestinesi di Israele, in 12.018 seggi elettorali; si vota dalle 7 alle 22 locali.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu, al potere complessivamente da oltre 18 anni, è sfidato da Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore, alla guida del partito centrista Yashar. Gli ultimi sondaggi delle tre principali emittenti televisive danno Yashar tra 22 e 23 seggi e il Likud tra 19 e 21, con il blocco di destra e partiti religiosi di Netanyahu fermo a 50 seggi e l'opposizione tra 52 e 56: nessuno dei due schieramenti appare in grado di raggiungere la maggioranza di 61 seggi necessaria per governare.
I partiti che rappresentano i cittadini palestinesi di Israele potrebbero risultare decisivi per la formazione di un esecutivo. Secondo le proiezioni la Lista Comune otterrebbe circa nove seggi e Ra'am tra cinque e sette. I risultati ufficiali sono attesi entro il 4 novembre; il presidente Isaac Herzog affiderà poi l'incarico di formare il governo al parlamentare con maggiori possibilità di ottenere una maggioranza.
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