Nel Regno Unito, la British Ports Association e Lloyd's Register hanno diffuso ieri un documento congiunto sul possibile impiego dell'energia nucleare avanzata nei porti. La relazione esamina piccoli reattori modulari e microreattori per fornire elettricità di base alle strutture portuali e agli impianti industriali, oltre a navi a propulsione nucleare e unità galleggianti.
Il documento rileva che solo il 3% dei porti offre servizi di alimentazione elettrica da terra, mentre il trasporto marittimo produce circa il 3% delle emissioni globali di gas serra. Nessun reattore modulare è oggi operativo o alimenta infrastrutture portuali; lo scorso agosto il porto di Corpus Christi, in Texas, ha firmato un memorandum con la Maritime Administration per studiare microreti portuali a energia nucleare.
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