Una ricerca di Proofpoint su 1.600 responsabili della sicurezza informatica in 16 Paesi, diffusa oggi, segnala maggiore fiducia: chi teme un attacco rilevante entro 12 mesi scende dal 76% al 61% e chi ha subito una perdita di dati sensibili nell'ultimo anno cala dal 66% al 53%.
Restano però timori. Il 56% ritiene l'azienda impreparata agli attacchi mirati; l'intelligenza artificiale è tra le tecnologie più temute, ma la preoccupazione riguarda l'uso che ne fanno gli utenti. Il 79% indica il fattore umano come principale vulnerabilità. Gli Stati Uniti sono il Paese più pessimista: l'89% teme un attacco e l'84% ammette una perdita di dati.
Crescono budget e allineamento: l'86% dichiara risorse adeguate, era il 67% un anno fa, e l'85% afferma che il board condivide le priorità di sicurezza. Il rischio di burnout è segnalato dal 57%.
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