Ulanqab, in Mongolia Interna, è tra i poli cinesi dei data center che alimentano la corsa all'intelligenza artificiale: 109 progetti firmati, attesi operativi entro due o tre anni. A metà ottobre il presidente Xi Jinping ha chiesto alla città di «estendere la filiera» e trasformare la potenza di calcolo in vantaggio di sviluppo.
Il gettito però resta a est. Nel 2025 l'industria del calcolo ha versato 368 milioni di yuan (55 milioni di dollari), meno del 5% delle entrate cittadine; le entrate proprie coprono meno di un quinto della spesa. Cloud e modelli AI si fatturano dove è registrata la società: Alibaba Cloud da Hangzhou, Volcano Engine di ByteDance da Pechino. Restano sul posto imposte su immobili e redditi, con poche centinaia di addetti per campus.
Liu Huansuo, vicedirettore dell'amministrazione per i big data di Ulanqab, avverte che con la sola energia a basso costo la città rischia di diventare «padrona di casa delle sale server».
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