Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato ieri, in un videomessaggio alla nona Conferenza sulla mediazione di Istanbul, che la Turchia continua a lavorare per aprire vie di pace in un'ampia area, dagli scambi di prigionieri tra Russia e Ucraina alla mediazione in Africa.
Erdogan ha sostenuto che la diplomazia resta praticabile anche nei conflitti più difficili, a condizione che ci sia la volontà di tenere aperta quella porta. Ha criticato l'assetto del sistema internazionale, in particolare il Consiglio di sicurezza dell'Onu, definendo ingiusto un modello in cui la volontà di oltre 190 Paesi dipende dalle decisioni di cinque membri.
Ha poi citato la delusione di milioni di persone in Palestina, Libano e Sudan verso le Nazioni Unite, ribadendo l'impegno di Ankara a mettere insieme le parti in conflitto.
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