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L'Iran conduce contatti diplomatici intensivi tramite mediatori qatarioti e pakistani, con decine di telefonate e un'«intensa diplomazia itinerante». Lo ha dichiarato oggi il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi al termine di una visita in Turkmenistan: Teheran ha presentato un piano e condizioni precise per una soluzione diplomatica, e il passo successivo spetta a Washington.

Araghchi ha affermato che l'Iran è pronto «più che mai» sia allo scenario diplomatico sia a quello militare, avvertendo che una nuova azione militare riceverebbe una risposta «molto più dura e più dolorosa». La riapertura dello Stretto di Hormuz e la ripresa completa dei negoziati dipendono dall'accettazione incondizionata delle condizioni iraniane, ha aggiunto. Le tensioni con gli Stati Uniti riguardano il blocco navale statunitense e la sicurezza dello Stretto, via d'acqua cruciale per le forniture energetiche globali.

Sul viaggio in Turkmenistan, il ministro ha indicato il rafforzamento dei rapporti con i vicini come priorità costante della politica estera iraniana, con progetti su energia, transito e cooperazione economica discussi sulla scia degli accordi raggiunti dai presidenti dei due Paesi a margine del vertice della Comunità degli Stati indipendenti ad Awaza.

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