In Svizzera domani ricorre il quarantesimo anniversario dell'incendio divampato nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre 1986 nel deposito della società chimica Sandoz a Schweizerhalle, vicino a Basilea. Le fiamme coinvolsero oltre mille tonnellate di sostanze chimiche e l'acqua usata dai pompieri, contaminata, finì nel Reno: la moria di pesci fu visibile per centinaia di chilometri a valle. 1.252 persone si rivolsero alle cure mediche, soprattutto per irritazioni a occhi e vie respiratorie e nausee.
Sandoz pagò risarcimenti per 43 milioni di franchi in Svizzera, Germania, Francia e Paesi Bassi. L'incidente portò nel 1991 all'ordinanza sugli incidenti rilevanti, che impone misure di sicurezza a chi tratta sostanze pericolose. L'inchiesta penale contro dirigenti della società fu archiviata nel 1992; furono multati solo il capo dei vigili del fuoco e quello della sicurezza dello stabilimento.
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