A Montecitorio, a Roma, è atteso per l'8 ottobre 2026 il voto segreto sulla legge elettorale, dopo le due questioni di fiducia. Nella maggioranza il clima è teso: i capigruppo di Fratelli d'Italia hanno richiamato tutti i deputati, compreso un parlamentare sardo costretto a presentarsi con le stampelle.
Una deputata di FdI si dice convinta che il sottosegretario con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, possa controllare da Palazzo Chigi come votano i singoli parlamentari. Circolano timori di spie in tribuna e di colleghi pronti a riferire.
Nessuno prevede sorprese, anche per effetto della minaccia di Giorgia Meloni di dimettersi subito in caso di esito negativo.
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