La guerra in Iran e le restrizioni al traffico nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del petrolio e del gas mondiale, stanno spingendo diversi governi a ridurre i combustibili fossili e a cercare fornitori alternativi. Dopo l'attacco guidato da Stati Uniti e Israele all'Iran lo scorso febbraio, la quasi chiusura dello Stretto ha indotto molti Paesi ad accelerare su eolico e solare.
L'Agenzia internazionale per l'energia stima che il picco dei consumi petroliferi possa arrivare nel 2026, invece che nel 2029. Un'analisi prevede per il 2026 una riduzione dello 0,5% delle emissioni da combustibili fossili. Oltre 30 governi hanno varato politiche per allontanarsi dai fossili o migliorare l'efficienza energetica, mentre in alcuni Paesi l'uso del carbone è leggermente aumentato.
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