A Milano, da lunedì 19 ottobre, una piccola folla di genitori attende sul marciapiede di via Fatebenefratelli, davanti alla questura, i figli minorenni portati via dagli agenti dopo due giorni di assalti e saccheggi ai negozi del centro, sabato e domenica. Tra loro ci sono italiani, tunisini, ucraini, marocchini, egiziani e romeni.
Molti dicono di non sapere cosa facessero i ragazzi: un padre egiziano racconta di aver chiamato il figlio e di averlo trovato «in centro a Milano», una madre marocchina pensava fosse in Duomo con un amico. Le reazioni vanno dal bisogno di riabbracciarli alla rabbia: un padre italiano ha accolto il figlio dicendogli che sarebbe stato contento se gli avessero spaccato la testa e che gliela spaccherebbe lui.
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