Cinque attivisti italiani del International Solidarity Movement sono stati arrestati al checkpoint di Ni'ilin, in Cisgiordania, con l'accusa di aver violato una zona militare chiusa e non segnalata, e portati nel centro di detenzione per migranti dell'aeroporto Ben Gurion, a Tel Aviv, in vista dell'espulsione. Gli arresti, risalenti al febbraio 2004, hanno riguardato in tutto 14 volontari del movimento; la Farnesina aveva chiesto a Israele il rilascio immediato dei cinque cittadini italiani.
Il rientro è stato forzato, dopo un passaggio davanti al tribunale per l'immigrazione con l'assistenza di un solo legale israeliano. Tra i fermati c'è un professore romano, che ha rifiutato di firmare il foglio di rimpatrio volontario e dovrà comparire davanti al giudice dell'immigrazione entro 48 ore, e Albi, studente emiliano di 27 anni, che ha affidato un comunicato ai familiari.
L'attivista Eran si è recato al Ben Gurion per consegnare ai fermati le valigie rimaste indietro, ma non è stato fatto passare.
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