A metà settembre il presidente cinese Xi Jinping si è recato a New Delhi per il vertice dei BRICS, la sua prima visita in India in sette anni. La dichiarazione finale del gruppo ha respinto le «misure tariffarie e non tariffarie unilaterali» senza nominare gli Stati Uniti, ha ammorbidito il linguaggio sul Medio Oriente e non ha previsto una valuta comune.
Due settimane prima, a Bishkek, l'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai ha modificato il proprio statuto, ma la banca di sviluppo a lungo promessa resta bloccata dalla disputa tra Kirghizistan e Kazakistan su chi debba ospitarla.
Nelle stesse settimane Pechino ha reso noto che circa 160 Paesi e organizzazioni appoggiano la sua iniziativa per la governance globale e che oltre 60 hanno aderito a un «Gruppo di amici» riunitosi a New York, Ginevra e Vienna, le tre principali sedi delle Nazioni Unite.
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