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In Italia, a Bologna, la famiglia di Abderrahim Fakir, 42 anni, morto dopo essere stato immobilizzato da due agenti in via Svevo, nel quartiere Pilastro, contesta le frasi registrate dalle bodycam dei poliziotti. Il legale che la assiste, Fabio Anselmo, ritiene che quelle parole possano contribuire a chiarire l'elemento psicologico della condotta e ipotizza reati più gravi di quelli finora contestati; nel mirino anche i soccorritori, per manovre non aderenti ai protocolli dell'emergenza sanitaria.

La difesa di uno degli agenti, Gabriele Bordoni, replica che l'espressione è stata malinterpretata e comunque frutto di concitazione, stanchezza ed emozione. Le analisi indicano come causa del decesso un'insufficienza respiratoria acuta in un quadro di intossicazione da cocaina e cardiopatia ischemica, con probabilità di sopravvivenza stimate attorno al 15% anche in caso di intervento tempestivo.

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