A Milano, un dipendente del Tribunale è finito ai domiciliari con l'accusa di accessi abusivi al sistema informatico giudiziario e rivelazione di segreto. Domenico Bruno, 56 anni, autista dell'ufficio dei giudici delle indagini preliminari, avrebbe fornito a esponenti di cosche di 'ndrangheta, camorra e mafia foggiana documenti riservati, tra cui la fotografia di una pagina del registro degli indagati di un'inchiesta su un'organizzazione criminale.
L'indagine, coordinata dalla procura di Milano, ha portato oggi all'arresto di 30 persone, 16 in carcere e 14 ai domiciliari, con un sequestro di 21 milioni. Il gruppo, attivo a Pero, gestiva una sorta di banca ombra per compensare fatture false con contanti e criptovalute, con commissioni tra il 2% e il 5%.
Secondo la ricostruzione della Guardia di finanza, gli elenchi degli indagati sarebbero stati veicolati tramite un avvocato e poi condivisi su Signal.
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